Dipendenza da Cocaina

Le droghe sono sostanze di originale vegetale oppure sintetica, che producono effetti, disturbi e rischi sui consumatori, tra cui uno dei più noti è la dipendenza. Alcune droghe sono utilizzate in medicina per scopi terapeutici. Altre invece, alimentano semplicemente il traffico illecito. La cocaina, a tal proposito, in farmacologia, è considerata come un anestetico locale. Tuttavia, al di là dell’ambito medico, essa provoca forte dipendenza sia fisica che psichica e il decesso del soggetto può avvenire, nel sovradosaggio, per infarto del miocardio o blocco respiratorio dopo paralisi muscolare.

Abitudine e sensibilizzazione: quando la cocaina non sembra più bastare

Quando una sostanza viene assunta con frequenza, la sua “dose” giornaliera non sembra più bastare e per questo il soggetto è portato a consumarne un quantitativo sempre più alto. In tal caso, si parla di abitudine o tolleranza: per ottenere l’effetto piacevole di sempre è necessario assumerne sempre di più. In particolare nella cocaina si riscontra la cosiddetta “tolleranza inversa”: lo stesso quantitativo di sostanza ingerito quotidianamente può originare effetti ben diversi da quelli a cui è abituato il soggetto. L’individuo, così, passerà da uno stato di serenità e di euforia ad un forte malessere interiore.

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Quali effetti produce la cocaina? Come si assume?

Tutte le droghe producono effetti sui consumatori. Il consumatore dipendente da cocaina avverte una sensazione di euforia, di onnipotenza, fin quasi a spingersi a manifestazioni di megalomania. Riesce a controllare la fame e il sonno e si sente forte sia a livello fisico che psichico. La cocaina è una droga psicostimolante che provoca forti alterazioni a carico della trasmissione cerebrale e provoca dipendenza. Si produce a partire dalle foglie della Erythroxylum coca, pianta che cresce spontaneamente in alcune zone dell’America del Sud. Da questo arbusto si ottiene una polvere bianca, che molto spesso i trafficanti mescolano ad altre sostanze (droghe, talco, zucchero e comunque sostanze psicoattivi e non) , per aumentarne la quantità e guadagnarci di più dallo smercio illegale. Tra le modalità di assunzione più diffusa vi è quella intranasale (meglio conosciuta come sniffare cocaina), ma spesso la sostanza viene anche iniettata per via endovenosa. E’ possibile distinguere gli effetti della cocaina in:

Effetti fisici della cocaina

  • tachicardia
  • aumento della pressione sanguigna
  • aumento della temperatura corporea
  • dilatazione della pupilla
  • insonnia
  • inappetenza/anoressia

Effetti psichici della cocaina

  • forte senso di sicurezza nelle proprie capacità
  • euforia
  • vitalità ed energia
  • buona dialettica ed eloquio
  • scarsa percezione di stanchezza e fatica
  • senso di onnipotenza
  • megalomania

La cocaina agisce a livello cerebrale provocando alterazioni della neurotrasmissione

La cocaina, come tutte le droghe, agisce a livello cerebrale, provocando dei forti cambiamenti a livello biochimico. La sostanza, infatti, stimola la trasmissione mediata dalla dopamina arrivando a bloccare la nuova captazione del neurotrasmettitore liberato nello spazio sinaptico. Tale condizione produce effetti molto simili che si riscontrano nei soggetti schizofrenici. La cocaina, quindi, blocca la ricaptazione e producendo in concomitanza una deplezione, cioè una significativa riduzione dei neuroni presinaptici, sfavorisce il nuovo utilizzo della dopamina liberata (la dopamina insieme alla serotonina “influenza” l’umore del soggetto).

Sensazione di piacere ed euforia mutano di pari passo con lo sviluppo della dipendenza da cocaina. Piacere, euforia, senso di onnipotenza non sono destinati a durare in eterno. Essi, infatti, si modificano con il ripetersi delle assunzioni, quando cioè inizia a svilupparsi la dipendenza. Con il passare dei giorni, con la cronicizzazione del consumo, il soggetto diventerà ansioso, irritabile, aggressivo, paranoico e faranno la loro comparsa le allucinazioni e i pensieri deliranti. Inizierà a sentirsi perseguitato, ingannato, a vivere continuamente in un ambiente considerato ostile. Ciò porterà il consumatore ad assumere nuovamente la sostanza. Molto noto è il cosiddetto binge, ovvero il soggetto inizia a somministrarsi dosi plurime, cioè ripetute e consecutive nell’ambito di un determinato arco di tempo. Arriva a trascurare l’igiene, non mangia e non dorme più per giorni e generalmente l’uso viene interrotto quando la persona arriva a non avere più forze fisiche e mentali oppure quando non riesce più a procurarsi le dosi.

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La sindrome di astinenza da cocaina

In una prima fase (crash) il consumatore avverte una sensazione di stanchezza, spossatezza, si sente ansioso ed irritabile e può dormire per giorni. Compaiono anche la depressione del tono dell’umore e pensieri di suicidio. Generalmente dopo alcune settimane, ecco che si entra nella seconda fase della sindrome astinenziale, caratterizzata da assunzione eccessiva di cibo, tristezza, ansia, irritabilità e forti ricadute, craving, ovvero desiderio irrefrenabile e compulsivo di assumere la droga. Nella terza fase, invece, il soggetto tende a normalizzare il sonno, lo stato di veglia nonché l’umore.

Si parla di cicli ripetitivi: il consumatore di cocaina passa dall’uso intenso al crash, dalla fase di recupero alla depressione e da questa alla nuova assunzione della sostanza. Le ricadute sono molto pericolose e frequenti.

Associazioni (letali) della cocaina con altre droghe

Spesso chi consuma cocaina tende ad fare uso abituale anche di altre sostanze. Vi sono alcune combinazioni che risultano però essere molto pericolose, come quella tra cocaina ed eroina, che aumenta il rischio di collasso cardiocircolatorio e di arresto respiratorio e quella tra alcol e cocaina, che sembra aumentare considerevolmente la sensazione di piacere. L’uso di queste due sostanze insieme aumenta le possibilità di morte immediata a causa della elevata tossicità.

Il crack, invece, nato per arginare problematiche relative ai consumatori cronici della sostanza, è una droga che si origina dalla stessa cocaina. Provoca dipendenza, disinibisce i centri di controllo del sistema nervoso centrale e può provocare isolamento, psicosi e stati paranoidi.

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Come curare la dipendenza da cocaina?

L’approccio è quello di affidarsi alla psicoterapia unita all’uso di psicofarmaci specifici. Il soggetto affetto dai chiari sintomi dell’astinenza, va tenuto sotto osservazione, per analizzare, ad esempio, che la depressione provocata dall’uso della sostanza sia solo strettamente connessa ad essa e che le idee di suicidio, ad esempio, siano una conseguenza dello stato depressivo. Grazie agli studi in ambito psicologico e sociologico e non, sono cadute quelle teorie fondate sulla predisposizione individuale e su quella del disadattamento: il fenomeno della tossicodipendenza è frutto di una serie di elementi interconnessi tra loro. Società, cultura, fattori economici, politici, individuali e storici.

E’ importante puntare al rafforzamento della personalità del soggetto, al benessere psico-fisico, alla promozione dell’autonomia. La disintossicazione da cocaina è un cammino lento, difficile, ma possibile e necessario e che con il passare del tempo, produce buoni frutti. Porta il soggetto alla riconquista della capacità di scelta, di autonomia, lo riporta ad instaurare quei rapporti sociali perduti. Il craving (legato a fattori biologici e comportamentali) espone il soggetto (presunto) disintossicato a ricadere e per questo è necessario un trattamento psicoterapeutico integrato e cioè avvalendosi del supporto della farmacologia, della terapia individuale e di gruppo, di gruppi di aiuto-aiuto e dei vantaggi delle terapie di coppia oppure famigliari.

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