Nuove dipendenze: lo shopping compulsivo

Spesso lo shopping compulsivo viene visto come una pratica esercitata dalle persone più ‘leggere’ e danarose, ma nella realtà di tratta di una vera e propria patologia, che la comunità scientifica ha di rigore fatto entrare fra le nuove dipendenze del presente.

E’ abbastanza semplice capire quali sono le manifestazioni dello shopping compulsivo, ovvero la necessità di acquistare continuamente oggetti, come capi di vestiario, accessori, ma anche elementi diversi, che possono essere specifici da persona a persona. Molte persone manifestano infatti shopping compulsivo nei confronti di specifiche categorie, che possono interessare ad esempio i gioielli, i fiori, le automobili, i giochi e chi più ne ha più ne metta.

Il filo rosso che lega gli acquisti compulsivi è però lo sperpero, perché si tratta di elementi che chi acquista non necessita e di cui dispone già in abbondanza. Ecco che lo shopping compulsivo viene visto come una patologia in quanto alla sua base vi sono delle questioni psicologiche molto gravi, che meritano di essere approfondite. Lo shopping compulsivo può inoltre portare delle conseguenze pericolose per i soggetti, soprattutto dal punto di vista economico. Se la persona è benestante i problemi possono essere minori, ma se invece il soggetto non lo è, gli acquisti possono diventare fonte di problemi economici soprattutto in famiglia.

Le cause che stanno alla base dello shopping compulsivo sono tutt’ora in fase di definizione, però esistono delle nozioni che sono legate alle origini della patologia. Si tratta di ambienti familiari e sociali poco affettivi e dove la necessità di disporre di beni sempre nuovi e costosi viene considerata come un must, ovvero come una sorta di biglietto da visita per essere accettati dal gruppo o dalla stessa famiglia. In questo caso lo shopping non viene effettuato per necessità, ma per dotarsi degli strumenti che servono per accedere ad una particolare comunità.

A ciò si unisce la necessità che chi applica lo shopping compulsivo ha di provare emozioni legate all’acquisto, con tratti anche fisici che interessano la liberazione di endorfine, che può raggiungere livelli molto alti durante l’esperienza di shopping. La questione è molto spinosa, perché si tratta di un beneficio fisico molto forte ma veloce nello scomparire e che può lasciare l’amaro in bozza quando gli acquisti non servono per raggiungere questo scopo. Non a caso chi pratica lo shopping compulsivo attua dei rituali, che possono essere quelli di recarsi negli stessi negozi alla stessa ora e anche di esibire gli oggetti acquistati per dimostrare uno status sociale alle persone per strada.

I problemi di fondo sono molto gravi e stanno per nascere sempre più strutture preposte alla cura dello shopping compulsivo. Si tratta di centri di ascolto e anche di terapie che possono permettere alle persone di capire quali sono le ragioni che risiedono alla base della dipendenza. Le terapie si basano a loro volta su percorsi di correzione del comportamento e su analisi psicologiche, che possono aiutare chi soffre della dipendenza da shopping a guarire e a iniziare un nuovo percorso di vita.

Trattandosi di una dipendenza, anche lo shopping compulsivo si manifesta con una sorta di astinenza, che può rivelarsi in episodi di nervosismo o di intrattabilità, ma arrivare a toccare anche vere e proprie crisi nervose o depressive. Chi ha il sentore che familiari o amici possano essere interessati da questa dipendenza può quindi cercare di aiutarli consigliando o accompagnando le persone dal medico curante, per iniziare una terapia psicologica di aiuto da questa nuova dipendenza, che mostra segnali di crescita sempre maggiori nel nostro presente.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.