Dipendenza da Gioco

La dipendenza da gioco d’azzardo è una forma di dipendenza comportamentale ove il soggetto giocatore mostra un crescente bisogno di aumentare la frequenza delle giocate, passa la maggior parte del suo tempo a “puntare”, trascura la famiglia, il lavoro o lo studio, le attività ricreative, la famiglia. Investe nel gioco tutto il suo tempo e le giocate assorbono completamente la sua giornata, arrivando a modificare i suoi ritmi.

Il giocatore compulsivo sviluppa tolleranza verso il gioco d’azzardo, arrivando ad investire sempre più tempo e sempre più gioco, lasciandosi assorbire da esso. Non è più in grado di auto-controllarsi e quando prende consapevolezza di doversi fermare, manifesta i sintomi correlati all’astinenza, ad esempio un profondo senso di malessere interiore.

La nuova definizione nel DSM-V

Graziano Bellio (psichiatra e direttore del Dipartimento per le Dipendenze Azienda ULSS (- Castelfranco Veneto- TV) ha evidenziato come il DSM -V, la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dell’APA ( Associazione Psichiatrica Americana) a differenza del precedente DSM-IV, adotti una classificazione dimensionale e non più multi-assi del gioco d’azzardo, inquadrandolo in relazione a :

  • classificazione: il gioco d’azzardo patologico è inserito nell’ambito delle dipendenze e ciò rappresenta un passo in avanti per l’adozione di programmi e strumenti terapeutici “tipici” delle dipendenze e propri per i giocatori
  • denominazione: si è passati da gioco d’azzardo patologico al disturbo da gioco d’azzardo ( con relativo quadro clinico)
  • criteri diagnostici: ha eliminato il criterio degli atti anti-sociali ( il giocatore commette atti illegali, come ad esempio rubare o commettere frodi per continuare a giocare e per finanziare il gioco). Se nel DSM-IV i criteri diagnostici erano 10, adesso sono 9. Inoltre affinché si possa parlare di disturbo da gioco d’azzardo sono necessari non più 5, ma 4 criteri diagnostici
  • tempo: i criteri diagnostici devono essere evidenziabili nell’arco temporale di un anno
  • decorso: può essere persistente oppure episodico
  • gravità: lieve- moderata e grave a seconda del numero di criteri diagnostici evidenziabili nel soggetto
  • esito: remissione precoce o remissione prolungata.

dipendenza da gioco

Sintomatologia della dipendenza da gioco

Il giocatore è completamente preso ed assorbito dal gioco. Progetta e pianifica la prossima giocata ed ha bisogno di puntare sempre più denaro per raggiungere uno stato di eccitazione più intenso. I suoi tentativi di ridurre il gioco d’azzardo risultano vani e fallimentari. Quando cerca di ridurre le giocate, inizia a diventare ansioso e irritabile. Può capitare che decida di giocare per scansare i problemi da cui si sente afflitto. Se perde, “non demorde” e ritorna a giocare. Mente ai propri cari, alla famiglia, al terapeuta. Mette a rischio il posto di lavoro, lo studio, la famiglia, le relazioni interpersonali e cerca di reperire soldi facendo affidamento agli altri, ad esempio ad amici e famigliari, tentando un salvataggio.

Questi criteri diagnostici, che erano 10 nel precedente DSM-IV, adesso sono passati a 9, in quanto il commettere azioni illegali come ad esempio falsificazione, frode e furto o ancora appropriazione indebita per poter finanziare le giocate non viene più contemplato e inoltre sono sufficienti 4 (e non più 5 come in passato) criteri diagnostici affinché si possa iniziare a parlare di disturbo.

Gioco d’azzardo, centri di scommessa e web

La diffusione sempre più crescente delle sale da gioco in cui sono messe a disposizione di tutti slot machine e dispositivi automatici, la sempre più crescente offerta di giochi d’azzardo online, possono rappresentare delle “minacce” soprattutto per gli adolescenti. Spesso basta un collegamento ad Internet, un pc oppure un cellulare, una carta di credito oppure una prepagata per entrare in una piattaforma di gioco.

Il più delle volte il giocatore è solitario oppure interagisce in rete con altri giocatori che ovviamente non conosce. Sperimenta solitudine e compulsione e spesso, nel chiuso del proprio “habitat”, non incorre in severe critiche o giudizi. Può quindi sviluppare una dipendenza da gioco.

In realtà, è opportuno fare una precisazione. Molte persone amano giocare e investono una somma ragionevole di denaro e di tempo nel gioco e riconoscono la possibilità di poter perdere. Giocano per divertimento. Alcuni invece “investono” del denaro nel gioco senza sviluppare una forma di dipendenza. Ad esempio, “tentano la fortuna” giocando al casino a seguito di un periodo fortemente caratterizzato da disagio economico. Si tratta di un comportamento “discutibile” dal punto di vista della morale, ma può essere occasionale, episodico e c’è la possibilità che non si ripeta mai più.

Inclusione di più sfere: da quella economica a quella emozionale, dalla comportamentale alla sociale e individuale

Quando il gioco diventa un disturbo, non è nocivo soltanto da un punto di vista strettamente economico, in quanto la dipendenza va a toccare inevitabilmente più sfere: da quella emozionale e quella comportamentale. Se venisse risollevato da tutti i debiti contratti, ad esempio, il giocatore non verrebbe comunque aiutato, in quanto il “problema” è connesso alla incapacità di auto-controllarsi, etc.

Il giocatore si configura, così, come problematico perché ricerca nel gioco quelle sensazioni di piacere, appagamento, euforia che una persona ad esempio che fa uso di sostanze stupefacenti cerca e trova (purtroppo) nella droga. Il giocatore sviluppa così una forma di dipendenza, perché tende a giocare sempre di più, per soddisfare il suo impellente bisogno di sentirsi bene e in pace con se stesso. Non riesce a resistere alla tentazione di puntare. Alcuni dati hanno evidenziato, inoltre che persone che hanno sviluppato dipendenza da sostanze stupefacenti tendano a cadere con più facilità nella trappola del gioco, ma ciò non rappresenta un percorso obbligato. Come è anche vero che persone che venivano considerate come autonome, responsabili e mature poi abbiano finito per sviluppare una forma di dipendenza.

gambling

Classificazioni di giocatori compulsivi

F. Alonso Fernandez e M. Dickerson hanno individuato le seguenti categorie di giocatori:

  • giocatore sociale: sa governare gli impulsi; considera il gioco come una occasione per socializzare ed è spinto a giocare dalla partecipazione ricreativa
  • giocatore problematico: cerca una soluzione ai problemi che affliggono la sua esistenza attraverso le giocate;
    giocatore patologico: il gioco diventa un comportamento che distrugge la sua esistenza e il tutto è aggravato da interconnesse problematiche a livello psichico
  • giocatore patologico impulsivo/ dipendente: rapporto patologico con il gioco d’azzardo.

Ma ancora un’altra classificazione è quella di Alex Blaszczynki, in relazione alla possibilità di alcuni soggetti piuttosto che altri di cadere nella trappola del gioco:

  • il giocatore condizionato dal comportamento
  • le persone vulnerabili sul piano emotivo
  • chi presenta comportamenti alterati ed è tendente all’impulsività.

Oggi, come sottolineato da G. Bellio al substance use disorder (disturbo correlato all’uso di una sostanza) corrisponde il gambling disorder (disturbo da gioco d’azzardo). Al gioco d’azzardo patologico (oggi denominato disturbo da gioco d’azzardo) viene riconosciuto lo status di dipendenza.

Dipendenza da gioco, interventi terapeutici

Dato che il fenomeno correlato al disturbo da gioco d’azzardo è sempre più in crescita, in Italia sono nati dei centri di assistenza, accessibili anche da rete fissa e mobile o mediante portali online che mirano a fornire cura, assistenza e consulenza, grazie a personale qualificato e specializzato. Essi promuovono e diffondono percorsi di approfondimento e/o di cura per sensibilizzare la popolazione. Tra gli interventi di maggior successo vi è la terapia cognitivo-comportamentale e i gruppi di aiuto-aiuto. La terapia farmacologica coadiuvante può aiutare il soggetto a superare depressione, ansia e umore instabile.

Ultimi, ma non per importanza, sono i centri di recupero dipendenze, che affrontano un approccio multidisciplinare per mettere fine a questa forma di dipendenza che, se non curata per tempo, rischia di compromettere completamente la stabilità e l’intera vita del dipendente da gioco d’azzardo.

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