Dipendenza da Alcol

La dipendenza da alcol può provocare seri problemi in diversi ambiti della vita di una persona che ne soffre, ma anche di chi si trova vicino ad un alcolista. Analizziamo cause, conseguenze, problematiche e metodi di cura della dipendenza alcolica.

Il DSM -IV ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali ( Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) definisce la dipendenza da alcol come:

… l’uso di alcol disadattivo con compromissione clinicamente significativa, come manifestato, in qualsiasi periodo dell’anno, da almeno tre dei seguenti segni: tolleranza, astinenza, assunzione in quantità maggiore o nel corso di più tempo del previsto; desiderio o tentativi infruttuosi di ridurre o controllarne l’uso; grande quantità di tempo speso per l’ottenimento, l’utilizzo o il recupero da utilizzare, attività sociale, lavorativo o ricreative abbandonato o ridotte, l’uso continuato nonostante la conoscenza di conseguenze fisiche o psicologiche.

Affinché si possa parlare di vera e propria dipendenza da alcol, dunque, è necessario che almeno tre (o più) “segni” siano riscontrabili nei soggetti nell’arco temporale di dodici mesi. In un primo momento, la persona avverte il bisogno di bere, bisogno che diventa sempre più crescente, fino ad avvertire quelli che possono essere definiti i chiari sintomi da intossicazione. Quest’ultima è dovuta al fatto che si assume una quantità eccessiva di alcol, cioè il soggetto è spinto a bere di più, a rincarare la dose, quando quella che assume abitualmente non sembra soddisfarlo più.

La tolleranza, che può essere definita come la sostanziale diminuzione dell’effetto di finto benessere che prova il soggetto “attaccandosi alla bottiglia”, fa nascere l’urgenza di consumare alcol in quantità sempre maggiori e sviluppa una vera e propria dipendenza fisica.

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Astinenza e intossicazione alcolica

La sindrome di astinenza alcolica è un complesso di sintomi che emerge quando il soggetto smette di bere alcol. Generalmente possiamo definire i sintomi dell’astinenza come il polo opposto di quelli da intossicazione.

L’intossicazione è un complesso di sintomi che possono comparire sia durante o subito dopo l’assunzione dell’alcol. L’organismo risulta compromesso come si evidenzia nel seguente quadro clinico:

  • Il soggetto inizia a presentare deficit cognitivi
  • Non riesce a concentrarsi e la sua memoria è labile
  • La marcia diventa instabile
  • Ha difficoltà a coordinare i muscoli
  • Inizia a pronunciare frasi sconnesse, prive di senso logico
  • Diventa aggressivo, instabile, irritato a causa dell’umore labile.
  • Se il soggetto guida un veicolo, può rappresentare un pericolo sia per se stesso che per gli altri.

L’intossicazione da alcol può durare diverse ore, a seconda del soggetto (peso, età, quantità di alcol ingerito, etc). Se nel quadro clinico dell’intossicazione è possibile evidenziare aggressività, nella sindrome di astinenza, invece, compaiono ansia, agitazione, insonnia, nausea.

L’alcol, dunque, paradossalmente viene assunto per attenuare o per scansare gli effetti negativi (insonnia, allucinazione, tremori, nausea e nei casi più gravi comparsa di crisi epilettiche). Nasce un profondo senso di sconfitta: la persona non riesce a controllare l’assunzione della sostanza, non è in grado di auto-controllarsi, tutti i tentativi risultano vani.

Si stima che l’astinenza da alcol provochi gravi crisi epilettiche, che a volte possono portare alla morte. La persona, inoltre, passa la maggior parte del suo tempo a bere, a comperare l’alcol e ciò lo porta ad isolarsi, a ridurre i rapporti sociali, ad interrompere attività ricreative, di studio o professionali e nonostante prenda consapevolezza che bere lo faccia stare male anche dal punto di vista fisico e che l’alcol accentui i problemi di salute (ad esempio quelli gastrointestinali o cardiaci), continua esasperatamente a farlo.

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Fattori che portano alla dipendenza da alcool

Come per alcune tipologie di droghe (quali ad esempio hashish, marijuana) conta molto il setting, ovvero l’ambiente fisico, la situazione sociale e la circostanza in cui il soggetto si trova. Ad esempio in uno studio condotto nel 1974 da P. Pliner e H. Cappel, è stato messo in evidenza che chi assume sostanze alcoliche in compagnia percepisce effetti ben diversi da chi beve solitario. La ridotta lucidità ad esempio è un sintomo più comune di chi beve da solo, mentre chi lo fa con gli amici è indotto a percepire di meno gli effetti poco piacevoli dell’alcol. Ciò testimonia dunque che l’azione biochimica dell’alcol non è avulsa dal contesto psico-socio-culturale ma le due sfere sono estremamente interconnesse fra loro.

Oggi le campagne di prevenzione mettono l’accento non tanto sui rischi dell’alcolismo, né tendono, come in passato, puramente ad informare, ma adottano un approccio diverso che punta a rafforzare la personalità del soggetto, promuovendo il suo benessere psico-fisico e sociale. L’OMS e l’Europa hanno rafforzato, con interventi significativi, le politiche dell’alcol, con campagne di sensibilizzazione ed interventi rivolti ai giovanissimi (volte a prevenire il fenomeno dell’alcolismo giovanile) e sono state fornite importanti linea-guida a genitori, insegnanti ed adolescenti per arginare il fenomeno e per dare un aiuto alle famiglie con problemi associati all’alcolismo.

I trattamenti, che si basano su approcci psicologici basati su modelli multifattoriali complessi (che superano la tendenza al patologismo ed al psicologismo) fondano i loro sforzi e i traguardi finora raggiunti su obiettivi volti ad aiutare i soggetti ad interrompere l’uso di alcol a partire dalla modifica delle abitudini quotidiane e dello stile di vita. Importante è anche il contributo che da sempre occupano le terapie di gruppo e la psicoterapia, soprattutto per scongiurare il rischio di pericolose ricadute nei confronti dell’abuso di sostanze alcoliche.

La psicoterapia, a tal proposito, rappresenta un importante mezzo per esplorare tutte quelle dinamiche che portano la persona a fare un uso improprio delle sostanze alcoliche e portare così, pian piano il soggetto a prendere consapevolezza di dover modificare le proprie abitudini per raggiungere il benessere.

Anche la farmacologia gioca un ruolo molto importante ed essa associata all’intervento terapeutico che può essere individuale e cioè centrato sul rapporto tra terapeuta e soggetto o di gruppo, cioè creando una forte sinergia tra pazienti, che possono così condividere le proprie “gioie” e “paure” attraverso il confronto con gli altri, consente di raggiungere ottimi risultati.

Come riconoscere la dipendenza da alcol

Infine, per riconoscere precocemente la dipendenza da alcol è possibile sia somministrare ai soggetti questionari come quello noto come AUDIT (strumento di screening per identificare i bevitori a rischio dipendenza) , o ancora è possibile eseguire specifici esami di laboratorio (analizzare il livello di transaminasi ad esempio) o ancora porre l’accento sui sintomi precoci da dipendenza e su quelli d’astinenza. Infine, è opportuno analizzare le abitudini della persona e se il suo quotidiano appare modificato rispetto a quanto avveniva prima (come si comporta in famiglia, se è costante nello studio e nel lavoro, eccesso d’ira e aggressività, etc).

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