Come vincere la cyberdipendenza

La cyberdipendenza è la dipendenza che nasce dalla pratica di essere sempre connessi alla rete web e di impiegare le tecnologie digitali. Non si tratta di una dipendenza che è calcolata in base al numero di ore che un soggetto trascorre davanti al computer o al telefonino, ma alla modalità con cui si fruisce della tecnologia digitale.

Non vanno quindi messi sotto accusa gli strumenti multimediali che servono per la connessione, ma vanno analizzate con cura le cause e anche i comportamenti delle persone che manifestano questa speciale dipendenza.

Il segnale principale della comparsa di una dipendenza va letto nella perdita del controllo della propria vita. La cyberdipendenza si rivela essere subdola e non ancora conosciuta nei dettagli, ma si manifesta con il bisogno ossessivo di essere connessi, soprattutto nei canali social di maggiore diffusione. La natura umana non cambia, ma cambiano i mezzi che vengono impiegati per dare sfogo ai vizi che fanno parte della personalità degli esseri umani. È quindi interessante comprendere come la cyberdipendenza possa essere comparata a mezzi che esistevano anche nel passato, come i fumetti o la televisione, che hanno ora mutato forma e si sono convertiti nel web e negli strumenti multimediali che permettono di accedervi.

Come vincere la cyberdipendenza?

Si tratta di una dipendenza che si manifesta con un uso eccessivo e quindi compulsivo della tecnologia digitale, che oltrepassa i limiti dell’accettabile e che quindi apporta seri danni alla propria sfera privata e professionale. Si tratta di problemi che possono interessare la finanza, la salute e anche le relazioni sociali. Se i familiari delle persone che soffrono di cyberdipendenza si accorgono che il soggetto ha superato i limiti del normale e che quindi sta mettendo a rischio il proprio presente, devono quindi rivolgersi a medici esperti in materia, per iniziare un percorso di cura e quindi di disintossicazione.

Fissare un limite di soglia fra vizio e dipendenza è molto difficile, e gli esperti sono concordi nell’affermare che ogni singolo caso merita di essere valutato con cura e attenzione. Si può parlare di dipendenza se un ragazzo spende tutta la sua giornata davanti al pc a navigare oppure a giocare? La risposta spetta agli esperti, perché il percorso chiede di essere valutato nelle sue cause e anche nelle manifestazioni sociali. La domanda da porsi non è se il ragazzo soffre di cyberdipendenza, ma perché il ragazzo spende così tanto tempo davanti allo schermo di uno strumento multimediale. Da qui possono nascere risposte che possono certamente indicare la presenza di una dipendenza, ma che sono in grado di scavare nella realtà sociale e personale del soggetto interessato.

Gli esperti sono quindi concordi nell’affermare che il rimedio migliore per la cyberdipendenza deve esser eletto nell’educazione, poiché si tratta di un fenomeno che coinvolge soprattutto il bacino dei giovani. È quindi compito delle famiglie e delle istituzioni scolastiche avvertire i ragazzi che l’uso smodato delle tecnologie digitali può potare alla dipendenza dalle stesse, ma soprattutto ad una situazione di auto-isolamento che si propone problematica per il presente e il futuro dei soggetti coinvolti.

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